Ad un certo punto, nell’arco della vita, possiamo sperimentare una delusione, in amore, in amicizia, sul lavoro.
Le delusioni, in genere, derivano dalle persone a noi più vicine.

"Non ci può essere profonda delusione dove non c'è un amore profondo."
(Martin Luther King)

 

Quanto più è cara la persona, tanto più sarà grande la nostra delusione e il nostro dolore.

La definizione psicologica della delusione fa riferimento "a uno stato d'animo di tristezza provocato da una frattura tra ciò che ci aspettavamo e ciò che è, dunque dalla constatazione che le nostre aspettative non hanno riscontro nella realtà".
La delusione, quindi, è un sentimento di amarezza, di tristezza velato di rabbia e di rimpianto che ci invade quando percepiamo un'incongruenza tra quello che desideriamo e quello che accade.
La delusione va inevitabilmente affrontata, anche se non è semplice e, spesso, non si riesce a superarla in breve tempo.

Come affrontare una delusione?

Il modo di affrontare una delusione può cambiare da persona a persona, perché la percezione di "tradimento" delle aspettative può essere più o meno dolorosa in relazione a quanto abbiamo investito emotivamente nella persona e/o nella situazione che ci ha deluso.

La delusione può essere paragonabile all’esperienza di un lutto, per il crollo di un mondo costruito intorno a una persona che si credeva diversa.

Anche il lutto ha i suoi tempi di elaborazione, dopo i quali lentamente e con fatica, si ritorna a vivere e si va avanti.
Inutile imporsi di superare la delusione senza prima aver attraversato le emozioni tra cui la rabbia anche verso sé stessi per aver sbagliato, per non aver intuito prima, per aver dato fiducia.

La reazione emotiva alla delusione è la tristezza, con l’assunzione di un atteggiamento di sfiducia verso tutto e tutti, ma anche di dolore.
Sembra che non si abbia la forza di reagire, si faccia fatica a recuperare quelle sicurezze che avevamo.
È assolutamente naturale provare queste emozioni, ma non devono diventare definitive, o prolungarsi per tanto tempo da portare a chiudersi agli altri, alle novità e alle esperienze che la vita comunque riserva.
La sfiducia nel prossimo non può durare per sempre, né si può pensare di vivere isolati o a una "distanza affettivo-emotiva di sicurezza" da chiunque.

E allora che fare?

Fermati e chiediti:

  • "Cosa desideravi che non hai ottenuto?"
  • "Cosa ti aspettavi e non si è verificato?"
  • A cosa ti serve quello che volevi e non hai ottenuto?
  • Esiste un "antidoto" per le delusioni?

È importante, innanzitutto darsi tempo.
Un tempo produttivo nel quale:

  • vivere le emozioni;
  • scongiurare il rischio che la delusione diventi un mattone per costruire muri emotivi e relazionali;
  • filtrare la realtà, non utilizzando esclusivamente il proprio punto di vista, ma provando ad adottare prospettive differenti. Questo ci porterebbe ad includere anche il punto di vista dell'altro;

Ricordiamoci: siamo esseri umani e come tali fallibili. Ognuno di noi può infrangere le aspettative degli altri. Gli errori fanno parte del "pacchetto vita".

Proviamo a guardarci dentro: un’eventuale difficoltà nel rapporto difficilmente può essere attribuita solo all’altro. Ognuno ha la propria quota di responsabilità nelle relazioni.

Conclusioni

La delusione fa parte della vita.

Quanto più una delusione viene percepita come grande tanto più saremo portati a costruire un muro intorno a noi, per evitare di essere "ingannati" e traditi nuovamente.
È importante accettare che proviamo delusione non perché non abbiamo ottenuto qualcosa, ma perché pensavamo che quel qualcosa che mancava fosse indispensabile per poter stare bene.

Se una relazione è solida, si potrà convivere anche con la delusione che può divenire un’occasione di crescita ed un'opportunità per mettersi in discussione ed imparare che la disillusione ci permette di vedere la realtà: noi stessi e gli altri per come veramente siamo, distaccandoci dalle nostre aspettative.

E se la relazione è tossica, meglio darci un taglio!

Tornerà la speranza e la voglia di guardare avanti.
Dobbiamo assicurarci di curare la ferita emotiva e non restare bloccati nella delusione. Possiamo provare ad usare le delusioni come opportunità per imparare a crescere e non come scusa per isolarci dal mondo.

"Incominciai anche a capire che i dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci.”
(Hermann Hesse)

 



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