Centro DEP - Studio medico polispecialistico. Consulenze specialistiche in Psicologia, Psicoterapia, Psicosomatica, Logopedia, Fisiatria, Neuropsichiatria infantile, Nutrizione, Medicina Estetica, Neurologia e Neuropsicomotricità

Nella mia attività di Psicologo, Psicoterapeuta, Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), Psicotraumatologo (Esperto Practitioner EMDR) riscontro una crescente richiesta di valutazione ed intervento sul trauma derivante spesso da relazioni tossiche.
La mia attività clinica e forense si concentra principalmente sulla valutazione e sul trattamento delle conseguenze psicologiche derivanti da traumi relazionali, violenza domestica, maltrattamenti, stalking e conflittualità familiari ad alta intensità.

Nel ruolo di CTU (ma anche di CTP) collaboro con l’Autorità Giudiziaria (o con gli avvocati) offrendo valutazioni tecniche approfondite in procedimenti civili e penali, con particolare attenzione ai casi di violenza intrafamiliare, affidamento dei minori, danno psichico e tutela delle vittime vulnerabili. Lavoro con rigore metodologico, imparzialità e sensibilità clinica, integrando competenze psicodiagnostiche e strumenti validati scientificamente.

Come Psico-Traumatologo, utilizzo l’approccio EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) per il trattamento dei traumi complessi, del disturbo post-traumatico da stress (PTSD), delle esperienze di abuso e delle ferite relazionali profonde. L’intervento è orientato alla stabilizzazione emotiva, alla rielaborazione dell’esperienza traumatica e al recupero dell’autostima e del senso di sicurezza.

Negli ultimi mesi, nella mia pratica clinica e forense, riscontro un significativo incremento dei casi di violenza domestica e di maltrattamenti psicologici, spesso caratterizzati da dinamiche di controllo, manipolazione e dipendenza affettiva. Sempre più frequentemente emergono situazioni in cui la violenza non è soltanto fisica, ma anche emotiva, economica e digitale, con importanti ripercussioni sul benessere psicologico delle vittime e dei minori coinvolti.

Il mio impegno professionale è orientato alla tutela della persona, alla prevenzione della vittimizzazione secondaria e alla promozione di una cultura del rispetto e della responsabilità relazionale.

Cosa può fare una donna e perché la gelosia non giustifica la violenza?

La violenza contro le donne non è solo un fatto di cronaca: è un fenomeno psicologico, relazionale e culturale che richiede consapevolezza, strumenti di tutela e interventi tempestivi. In Italia, la legge offre strumenti specifici per proteggere chi subisce violenza domestica, stalking o violazioni della propria privacy. Tra questi, un ruolo centrale è svolto dal cosiddetto “Codice Rosso”.

Cos’è il Codice Rosso?

Il Codice Rosso è stato introdotto con la Legge 19 luglio 2019, n. 69, che ha modificato il codice penale e il codice di procedura penale per garantire una corsia preferenziale alle denunce per: violenza domestica, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori (stalking), violenza sessuale, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (revenge porn), lesioni aggravate in ambito familiare o relazionale.

La norma stabilisce che il pubblico ministero debba ascoltare la persona offesa entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, accelerando così l’attivazione delle misure di protezione.
Dal punto di vista psicologico, questa rapidità è fondamentale: interrompere tempestivamente la spirale della violenza riduce il rischio di escalation e restituisce alla vittima un primo senso di controllo e sicurezza.

La violenza domestica non è solo fisica

La violenza domestica non si limita alle aggressioni fisiche. Può includere: umiliazioni costanti, isolamento sociale, controllo economico, minacce, svalutazione continua, manipolazione psicologica.

Molte donne faticano a riconoscere la violenza psicologica perché non lascia segni visibili. Tuttavia, l’impatto può essere profondo: ansia, depressione, disturbi del sonno, senso di colpa, inappetenza, perdita di autostima e dipendenza emotiva.

Stalking: quando la persecuzione diventa reato

Gli atti persecutori sono disciplinati dall’art. 612-bis del codice penale e consistono in comportamenti ripetuti che provocano: paura per la propria incolumità, timore per la sicurezza di persone care, alterazione delle proprie abitudini di vita.

Telefonate insistenti, pedinamenti, controllo ossessivo dei social e delle posizioni dei dispositivi, appostamenti sotto casa o sul luogo di lavoro non sono “prove d’amore”: sono segnali di rischio.

Violazione della privacy e revenge porn

Con il Codice Rosso è stato introdotto uno specifico reato per la diffusione non consensuale di immagini o video intimi. La condivisione di materiale privato senza consenso è una forma di violenza che mira a umiliare, ricattare e controllare.

Anche il controllo del telefono, l’installazione di app spia, l’accesso abusivo ai profili social o alla posta elettronica rappresentano gravi violazioni della privacy e possono integrare reati.

Cosa può fare concretamente una donna?

Se una donna subisce violenza domestica, stalking o violazioni della privacy, può:

  1. Rivolgersi alle Forze dell’Ordine per sporgere denuncia o querela;
  2. Chiamare il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking (gratuito e attivo 24 ore su 24);
  3. Recarsi in un centro antiviolenza, dove riceverà supporto psicologico, legale e pratico;
  4. Richiedere misure cautelari urgenti, come:
    • Allontanamento dell’aggressore dalla casa familiare;
    • Divieto di avvicinamento;
    • Braccialetto elettronico.
  5. Conservare prove: messaggi, screenshot, referti medici, testimonianze.

È importante sapere che non è necessario “avere segni evidenti” per chiedere aiuto. La percezione di pericolo è già un segnale sufficiente.

Quali reati si configurano in Italia e quali sono le pene previste?

In Italia, i reati di violenza contro le donne e di maltrattamenti in ambito familiare sono sanzionati con pene particolarmente rigorose, ulteriormente aggravate negli ultimi anni anche per effetto della legge “Codice Rosso” (L. 69/2019). Le conseguenze penali cambiano in base alla gravità del fatto, arrivando dalla reclusione per condotte persecutorie fino all’ergastolo nei casi più estremi.

Di seguito una rielaborazione delle principali pene previste:

Maltrattamenti contro familiari o conviventi (art. 572 c.p.)
Chi maltratta un familiare, un convivente o una persona sottoposta alla propria autorità è punito con:

  • Reclusione da 3 a 7 anni;
  • Aumento fino alla metà della pena se dal fatto derivano lesioni personali gravi o gravissime, oppure la morte;
  • Ulteriore aggravamento se il reato è commesso alla presenza di minori, ai danni di una donna in gravidanza o mediante l’uso di armi.

Violenza sessuale (art. 609-bis c.p.)

  • Reclusione da 6 a 12 anni;
  • Nei casi di minore gravità, la pena può essere ridotta da un terzo a due terzi;
  • La sanzione aumenta (da 7 a 15 anni) se il fatto è commesso ai danni di minori, con violenza o minaccia particolarmente grave, oppure approfittando di condizioni di inferiorità della vittima.

Lesioni personali e omicidio

  • Lesioni lievi o lievissime: reclusione da 6 mesi a 3 anni;
  • Lesioni gravi: reclusione da 3 a 7 anni;
  • Lesioni gravissime: reclusione da 6 a 12 anni;
  • Omicidio (femminicidio): è prevista la pena dell’ergastolo;
  • Se dai maltrattamenti derivano lesioni:
    • lesioni gravi: reclusione da 4 a 9 anni;
    • lesioni gravissime: reclusione da 7 a 15 anni;
    • morte della vittima: reclusione da 12 a 24 anni.

Il narcisista nella relazione violenta

In molte relazioni caratterizzate da violenza psicologica o stalking si osservano tratti di personalità narcisistica.

Attenzione: non tutte le persone con tratti narcisistici sono violente. Tuttavia, in alcuni casi patologici, possono emergere dinamiche come: bisogno estremo di controllo, mancanza di empatia, svalutazione sistematica del partner, manipolazione (gaslighting), alternanza tra idealizzazione e disprezzo, rabbia intensa di fronte all’abbandono.

Quando la partner tenta di allontanarsi, il narcisista può vivere la separazione come un’umiliazione insopportabile, reagendo con persecuzioni, minacce o diffamazioni.

Dal punto di vista psicologico, il controllo è uno strumento per compensare fragilità profonde e paura del rifiuto. Ma comprendere il meccanismo non significa giustificarlo.

La gelosia non autorizza alla violenza

Uno dei miti più pericolosi è l’idea che la gelosia sia una prova d’amore.

La gelosia può essere un’emozione umana normale. Diventa patologica quando si trasforma in: controllo ossessivo, limitazione della libertà, accuse infondate, aggressività.

Nessuna emozione, nemmeno la gelosia, giustifica:

  • Aggressioni fisiche;
  • Umiliazioni;
  • Minacce;
  • Controllo digitale;
  • Ricatti emotivi.

La responsabilità della violenza è sempre di chi la compie.

Uscire dalla spirale: il supporto psicologico

Il percorso di uscita dalla violenza è spesso complesso. Le dinamiche di dipendenza affettiva, paura, senso di colpa e speranza di cambiamento possono trattenere a lungo nella relazione.

Il supporto psicologico aiuta a:

  • Riconoscere la violenza;
  • Ricostruire l’autostima;
  • Elaborare il trauma;
  • Rafforzare i confini personali;
  • Prevenire relazioni future disfunzionali.

Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di tutela verso sé stesse!

Un messaggio chiaro:
La violenza non è amore.
La gelosia non è passione.
Il controllo non è protezione.

Il Codice Rosso rappresenta uno strumento giuridico importante, ma la prevenzione passa anche dalla cultura, dall’educazione emotiva e dalla consapevolezza psicologica.

Ogni donna ha diritto alla sicurezza, al rispetto ed alla libertà. Sempre.

 

Dott. Paolofabrizio De Luca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicosomatista e Psicodiagnosta

Psicologia


Le Vie del Benessere

 
CONTATTI
Centro DEP - Le Vie del Benessere
Studio medico polispecialistico
Consulenze in Psicologia, Psicoterapia, Psicosomatica, Logopedia, Fisiatria, Neuropsichiatria infantile, Neuropsicomotricità, Nutrizione, Medicina Estetica e Neurologia.

Via G. L. Bernini 76
Napoli, Vomero - 80129
Tel: 3518112572 - Segreteria telefonica: 08119322859
info@centrodep.com

Centro DEP - Studio medico polispecialistico<br>Consulenze in Psicologia, Psicoterapia, Psicosomatica, Logopedia, Fisiatria, Neuropsichiatria infantile, Neuropsicomotricità, Nutrizione, Medicina Estetica e Neurologia.

www.centrodep.com
Centro DEP S.T.P. S.R.L.
P. IVA 10071941214

Store: De Luca Massimo
Sede legale: Via G.L. Bernini, 45 - Napoli - 80129
P.Iva 10115301219 - REA: NA-1082432

Privacy Policy - Cookies Policy - Diritto di recesso - Termini e condizioni - Metodi di pagamento - Consegna

Sito protetto da reCAPTCHA: Privacy - Termini
Project and strategy by: Massimo De Luca